STAFFE A SCATOLA IN FERRO FORGIATO CON MONOGRAMMA
Queste staffe a scatola, forgiate in ferro, presentano una finitura arrugginita che contrasta meravigliosamente con un monogramma brillantemente cesellato. La tecnica artigianale utilizzata per creare questo effetto distintivo prevede un preciso processo di cesellatura, in cui il monogramma viene accuratamente intagliato e lucidato per risaltare sulla superficie arrugginita della staffa. Questo metodo, noto come cesellatura brillante, riflette l'abilità e la dedizione degli artigiani che hanno lavorato magistralmente il ferro.
Il monogramma, su cui sono visibili le lettere 'AMC', di solito corrisponde alle iniziali del proprietario. Per migliorare il valore estetico e l'artigianalità, gli elementi decorativi delle staffe spesso si abbinavano agli elementi decorativi della sella, in metallo o in pelle. Venivano persino coordinate con l'abbigliamento del cavaliere, come il cappello, i bottoni e le chacareras. In questo caso, il monogramma luminoso delle staffe si ripeteva nei diversi ornamenti della sella e dell'abbigliamento, creando una presentazione armoniosa ed elegante.
Le staffe: storia ed evoluzione della Charreria messicana
Origini della staffa
La staffa, un componente essenziale per il cavaliere, ha una storia che risale alle civiltà antiche. Le prime staffe, realizzate in corda e cuoio, furono utilizzate in Asia intorno al II secolo a.C.. Questi elementi rivoluzionarono l'equitazione, fornendo maggiore stabilità e controllo al cavaliere.
Arrivo in Messico con i Conquistadores
Le staffe arrivarono in Messico con i conquistadores spagnoli nel 1519. Gli spagnoli portarono con sé una tradizione equestre ben consolidata e le staffe erano parte integrante delle loro cavalcature. Realizzate in ferro e legno, queste staffe offrivano non solo stabilità, ma anche protezione al cavaliere durante le battaglie.
Sviluppi durante il Vicereame e la Colonia
All'inizio del periodo coloniale, agli Indiani era vietato andare a cavallo "sotto pena di morte". Tuttavia, con l'aumento del bestiame (bovini e cavalli), portato durante la conquista, divenne necessario insegnare l'arte dell'equitazione agli Indiani, chiamati chinacos (risultato della mescolanza di spagnoli e indiani), affinché potessero prendersi cura del bestiame. Nel 1555, il Viceré della Nuova Spagna, Don Luis de Velasco, propose agli Indiani di creare una propria sella.
Durante il Vicereame e il periodo coloniale, le staffe subirono un'evoluzione significativa. Si sono adattate alle esigenze locali e alle influenze culturali. Gli artigiani locali iniziarono a incorporare elementi decorativi e funzionali, utilizzando materiali disponibili nella regione, come le coperture per proteggere il cavaliere che spesso usava le huaraches per cavalcare. Le staffe divennero anche simboli di status e di abilità equestre.
La staffa e la guerra
Storicamente, le staffe hanno avuto un ruolo anche nella guerra. Proteggevano il cavaliere, fornendo un appoggio solido che migliorava la manovrabilità in combattimento. Inoltre, le staffe potevano essere utilizzate come armi per massimizzare l'impatto della carica della cavalleria negli scontri con la fanteria.
Indipendenza e trasformazione culturale
Con l'Indipendenza del Messico nel XIX secolo, le staffe, come altri elementi dell'equitazione, riflettevano lo spirito nazionalista e l'identità emergente del Paese. La charreria, una pratica equestre che combina abilità equestri, tradizione e competizione, iniziò ad affermarsi come espressione culturale distintamente messicana. Le staffe, ora parte della sella da charro, erano progettate con motivi nazionali ed elementi decorativi che celebravano l'eredità messicana.
Le staffe nella Charreria contemporanea
Nella charreria moderna, le staffe sono più di un componente funzionale: sono un'espressione artistica e un simbolo di identità. Le staffe Charro sono realizzate con cura, con disegni intricati che riflettono la storia e la cultura del Messico. Oltre a fornire sostegno e stabilità, servono come estensione dell'eredità della charreria, mantenendo viva una tradizione che ha attraversato i secoli.

























Antonio Gegundez



























